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venerdì 22 settembre 2017

L'analisi prestazionale del Gp di Singapore

                    PROFONDO ROSSO




Il gran premio di Singapore è stato uno di quei Gp che entreranno negli annali e che faranno a lungo discutere gli appassionati. Oltre però all'harakiri Ferrari i temi tecnici da affrontare sono molti e molto più interessanti delle solite polemiche sportive. Andiamo dunque ad analizzarli con l'ausilio dei grafici.


Per prima cosa descriviamo come al solito le caratteristiche del circuito di Marina Bay.
Il primo settore è quello più veloce e generalmente meno tecnico, con l'eccezione della delicata sequenza di curva 1-2-3. 
Il secondo intermedio è invece quello più tecnico, dove il carico aerodinamico e un corretto bilanciamento meccanico per aggredire al meglio i cordoli e portare velocità in curva, risultano fondamentali.
Nel terzo settore serve invece una giusta erogazione della potenza e tanto carico per uscire al meglio dalle curve a 90 gradi presenti nella sezione dello stadio. 
Ma oltre a carico, trazione eccetera, quello che davvero serve a Singapore è un piede pesante e tanta freddezza, perché quello di Marina Bay è uno di quei circuiti dove i piloti possono ancora fare davvero la differenza.

Mettere assieme un giro pulito è davvero molto difficile. Dunque vediamo come se la sono cavata i piloti entrati nel Q3.







Dal grafico con il confronto fra il tempo reale segnato nel Q3 e il tempo ideale dato dalla somma dei migliori settori, possiamo notare che solo Vettel è riuscito a segnare il suo tempo migliore nel momento decisivo, mentre tutti gli altri piloti ci sono andati più o meno vicini. Nonostante ciò la classificazione sarebbe stata praticamente immutata se non per un inversione di posizione per il duo Mclaren. 


Un altro grafico molto interessante da analizzare è quello con in cui viene riportato il divario in secondi tra il tempo registrato nelle qualifiche del 2016 e quelle del 2017.
La squadra con il delta maggiore è risultata essere proprio la Ferrari, arrivando ad addirittura 4 secondi contro il 2,5 secondi della Mercedes. Un miglioramento che viene sopratutto dalle performance nel secondo settore, dove conta sopratutto il carico aerodinamico, una qualità che alla SF70-H di sicuro non manca.


Importante anche un richiamo al grafico in cui vengono riportati i distacchi percentuali dalla pole dei tre top team durante la stagione (su pista asciutta). Possiamo notare che il trend Mercedes specialmente dopo quest'ultimo appuntamento è peggiorato, con una Ferrari che nei circuiti da alto carico e con temperature elevate riesce sempre a spuntarla sulla Mercedes.
In miglioramento, sebbene sempre troppo altalenante, il trend della Red Bull, che comunque grazie ad importanti aggiornamenti a livello di telaio ed aerodinamica è riuscita ad avvicinarsi molto negli ultimi appuntamenti. 


Spostandoci all'analisi vera e propria delle qualifiche risulta importante analizzare il grafico con il confronto tra le velocita massime registrate alla speed trap e il piazzamento in griglia di partenza. 
Come si può notare dalla varietà di accoppiamenti tra top speed e posizione, l'efficienza in rettilineo è abbastanza ininfluente su questa pista. 
Risulta interessante notare gli elevati picchi registrati dalla Ferrari, anche in funzione della grande sezione frontale con cui è scesa in pista, a conferma dell'efficacia dell'assetto rake sulla Rossa, che in piste come questa che favoriscono la sua impostazione progettuale, è in grado di esprimere al meglio le sue qualità.
Da segnalare la performance di Hulkenberg, sceso in pista con un assetto aerodinamico talmente carico da risultare addirittura più lento delle Red Bull con lo stesso motore.


Analizzando i distacchi percentuali nei tre settori si può notare che la Ferrari ha fatto la differenza soprattutto nel primo settore, quello più veloce, a conferma di quanto vi ho detto prima, con la Rossa che con assetti più carichi è in grado di raggiungere un grande livello di efficienza aerodinamica.
Nel secondo settore notiamo poi un avvicinamento generale degli altri competitors, per poi essere ripresa e addirittura battuta dalla Red Bull nel terzo settore. 
I distacchi nel terzo settore appunto evidenziano una Red Bull capace di incredibili sforzi di trazione che non si erano mai cosi chiaramente delineati negli scorsi appuntamenti. 
Dagli onboard si è potuto notare chiaramente una Red Bull molto più morbida e composta rispetto alla Ferrari, che di fatto è riuscita a fare la pole solo per il maggiore allungo in rettilineo e per la bravura di Vettel.
Di fatto la Red Bull è sembrata molto più guidabile e nel terzo settore sembrava davvero andare come sui binari. 
Per quanto riguarda Mercedes, non c'è di fatto molto da dire, si sapeva che questa non era la loro pista, in quanto il set up richiesto va proprio contro la filosofia progettuale di base di una vettura che non cerca il carico dalle ali ma quanto più dal fondo.
Inoltre si è inserito anche il problema delle alte temperature, che l'hanno costretta a puntare su un assetto da gara, più delicato sulle gomme, che effettivamente alla fine dei conti ha davvero pagato..
Nei prossimi appuntamenti tornerà di sicuro a farsi vedere, ma occhio alle alte temperature dell'asfalto, specialmente con le gomme low working range. 
Una nota di merito  per Mclaren e Toro Rosso, che hanno finalmente potuto mettere in mostra le loro grandi qualità telaistiche, sempre messe in ombra dai deficit motoristici.
Per il momento mi fermo qui in quanto viste la tendenza della pista a premiare le qualità di guida piuttosto di quelle della vettura, si potrebbe cadere in grossolani errori.
Ci vediamo nella terra del sol levante, ciao e sempre #keepushing !! ;)







                     GRAFICI SULLA GARA







giovedì 29 giugno 2017

L'analisi prestazionale del Gp dell'Azerbaijan


                                        RIFLESSIONI DA BAKU....




Il gran premio dell'Azerbaijan è stato un gran premio dalle mille sorprese e che farà discutere per un bel po', visto che il verdetto della FIA su l'azione di Vettel potrebbe anche cambiare le sorti del mondiale, sapendo quanto ravvicinata sia ormai la sfida tra Mercedes e Ferrari.
Le sorprese però non sono arrivate solo nell'ambito della bagarre in pista, ma anche relativamente al quadro tecnico che è venuto a delinearsi nel corso del weekend. 
Lasciando dunque le polemiche ad altri, andiamo a fare chiarezza sulle performance dei top team a Baku.



Fondamentale come al solito è delineare le caratteristiche del circuito. 
Il primo settore è un settore generalmente di motore, serve infatti potenza nei diversi allunghi che si susseguono, ma anche tanta guidabilità e trazione per uscire al meglio dalle curve a 90 gradi che regnano in questo intermedio.
Il secondo settore è più guidato invece, con la sezione tra curva 8 e 12 che si presenta estremamente tecnica e difficile. 
Sono molte le caratteristiche necessarie per affrontarlo al meglio, ma principalmente diciamo che è un settore in cui serve carico e ottimi sforzi di trazione.
Nel terzo settore serve invece esclusivamente tanta efficienza in rettilineo (Cx e potenza della PU).
In generale si può dire che la parola EFFICIENZA (aerodinamica) è più che mai fondamentale in questa pista.
Sottolineiamo inoltre che questa è una pista molto anomala, che si inserisce nella categoria dei circuiti cittadini ( il terzo di seguito dopo Montecarlo e Montreal), le cui caratteristiche non permettono un'analisi approfondita dei dati a causa della grande quantità di variabili che possono averli condizionati, tra i quali in primis la differenza che possono fare i piloti data dalla capacità di limare decimi al tempo sul giro tenendo giù il piede anche quando i muretti sono a pochi centimetri dalle gomme.



Passando ora all'analisi vera e propria andiamo ad analizzare il grafico con il distacco percentuale in qualifica rispetto alla pole position. Per la Ferrari quella di Baku è stata la peggior qualifica dall'inizio della stagione, con un distacco dell'oltre l'1% che ci riporta ai fantasmi della scorsa stagione. 
Ben evidente dal grafico il grande aumento di performance della Mercedes dopo i Gp di Barcellona e Montecarlo dove la Ferrari e la Red Bull avevano recuperato molto. 
Questo recupero delle frecce d'argento è avvenuto su due piste molto anomale dove è necessaria tanta efficienza in rettilineo e dunque un alleggerimento aerodinamico; un elemento molto importante da segnalare nell'analisi di queste performance negative da parte della Ferrari.


Su un circuito particolare come quello di Baku, con le sue zone estremamente tecniche e con i problemi causati dai lunghi rettilinei (calo delle temperature delle gomme e grande effetto scia), risulta molto importante un richiamo al grafico con il confronto tra il tempo reale segnato nel Q3 e il giro "ideale" dato dalla somma dei migliori settori.
Tutti i piloti hanno avuto problemi nel mettere assieme il loro giro migliore nel Q3 ( ricordiamoci anche della bandiera rossa) e di fatto solo Perez è riuscito in questa impresa. 
E' molto importante segnalare che Verstappen sarebbe potuto essere davanti ad entrambe le Ferrari, cambiando così completamente le sorti della gara.


Uno dei fattori che ha sicuramente pregiudicato la prestazione della Ferrari è stato l'utilizzo (di fatto obbligato dalle circostanze) della prima specifica di PU e non di quella più recente su entrambe le vetture. La Mercedes dunque, forte della sua specifica evo e della nuova benzina portata da Petronas, ha potuto usufruire di un grande vantaggio in quanto a motore, specialmente nella sua mappa più estrema da qualifica. Il grafico qui sopra riporta i gap cronometrici tra Q1 e Q2 e tra Q2 e Q3 dei piloti Mercedes e Ferrari. Si nota subito che nella progressione tra Q2 e Q3 il guadagno per le Ferrari è stato davvero minimo, mentre la Mercedes è arrivata addirittura a 7 decimi con Hamilton.
Questo delta davvero minimo oltre ad essere stato causato dal divario di PU è molto probabile che sia stato causato anche dalle gomme che non erano nel giusto range di temperatura, e durante le interviste post qualifica il duo Ferrari ha parlato proprio di difficoltà relative alle gomme.
Tutti i team hanno avuto problemi a tenere in temperatura le gomme a causa dei lunghi rettilinei che le portavano a raffreddarsi, ma credo che in Ferrari questi problemi siano stati più accentuati a causa dell'alleggerimento aerodinamico necessario in un circuito così veloce.


Il grafico con il confronto tra la posizione in qualifica e le velocità alla speed trap ( posta prima della zona di apertura del DRS) ci può dare conferma di tutto ciò.
Le Ferrari sono risultate le più lente della top ten a causa della sezione frontale molto più ampia con cui sono scese in pista. Questa scelta è data probabilmente dalla necessità per le rosse di dover viaggiare sempre relativamente molto cariche per far funzionare al meglio le gomme e compensare forse una mancanza di carico nel corpo vettura, che ad esempio Mercedes non ha grazie alla filosofia del passo lungo che aumenta la superficie totale della vettura da poter sfruttare per aumentare la spinta sul terreno.
Come avevo sottolineato prima questi problemi si sono presentati solo negli ultimi due Gp, quelli in cui le vetture hanno viaggiato più scariche. 
Adesso torneremo a circuiti più normali e lì potremmo avere conferma di queste supposizioni se le rosse torneranno ad usare le gomme come abbiamo visto ad inizio stagione.

Dando un'occhiata ai distacchi percentuali nei vari settori possiamo notare che anche in questo weekend è stato Hamilton a fare la differenza, specialmente nel secondo settore, quello più guidato, dove Bottas è risultato addirittura più lento di Vettel e Verstappen. 
In generale la Mercedes ha davvero fatto la differenza nel primo settore, sfruttando probabilmente i pneumatici nel giusto range di temperatura e la buona trazione che sembra essere tornata dopo l'ammorbidimento delle sospensioni delle quali vi ho parlato in Canada. 
Una menzione alla Red Bull va sicuramente fatta; con una performance positiva in quel di Baku,nonostante il deficit di potenza a cui vanno incontro (sebbene pare ci sia stato qualche passo avanti di Renault). Divari motoristici che  li ha obbligati ad optare per un assetto estremamente scarico, portandoli ai livelli velocistici simili a quelli della Ferrari.
Impressiona molto il secondo settore di Verstappen nonostante una vettura così scarica, a conferma delle doti telaistiche della Red Bull e ovviamente a quelle legate al puro talento del pilota.
Da menzionare è anche la grande prestazione di Force India e Williams, che su un circuito favorevole hanno saputo sfruttare a pieno la loro grande efficienza in rettilineo, ma segnando anche buoni tempi nei settori guidati grazie probabilmente ad un corretto set up meccanico. 



Per il momento è tutto, ci vediamo al Red Bull Ring in Austria, dove forse torneremo a vedere una battaglia più serrata tra Ferrari e Mercedes e dove potremmo finalmente ad approfondire un po' di più le analisi. 
Ciao e sempre #keepushing !!! ;)
























                        GRAFICI SULLA GARA